Tutti i Paesi più calciofili vivono con passione il Mondiale di calcio, ma se ce n’è uno che lo sente sulla pelle e nell’anima, quello è senza dubbio il Brasile. Trovarsi a giugno, durante la festa di São João e nel pieno dei Mondiali, purtroppo ancora una volta orfani dell’Italia, nello Stato che vanta cinque Coppe del Mondo è qualcosa di difficile da descrivere: un privilegio che pochi hanno la fortuna di vivere. Due settimane all’insegna del divertimento, attraversando il Paese da sud a nord: dalla terra pernambucana, passando per il Rio Grande do Norte, fino ad arrivare nello Stato del Ceará, tra lunghi viaggi in auto e voli interni efficienti.
Sono circa 600 i bambini e le bambine allenati dalla squadra italiana, affiancata, come sempre, da preparati ed entusiasti allenatori brasiliani. In circa 40 sessioni di allenamento, tra campo e palestra, il filo conduttore è sempre lo stesso: giocare per sviluppare e rafforzare quei valori che solo lo sport sa trasmettere. Giochi di collaborazione, esercizi cognitivi in cui non vincono soltanto i più bravi con il pallone, ma anche i più veloci nei calcoli matematici; partite a tema dove un abbraccio collettivo o l’esultanza più creativa valgono un gol bonus.
Perché, in fondo, per tutti questi bambini allenarsi con Inter Campus equivale a vivere un piccolo Mondiale ogni giorno. Un Mondiale in cui forse non si conquistano coppe o medaglie, ma in cui si porta sempre a casa qualcosa di ancora più importante: una piccola lezione di vita.
29.06.2026





