[Con Inter Campus, sulle rive del Danubio]

Il fiume Danubio traccia la frontiera tra Bulgaria e Romania prima di sfociare nel Mar Nero. In
Quest’area, oggi depressa e spopolata, una delle regioni in assoluto più povere dell’Unione Europea, la zona di Montana, all’estremo nord-ovest del Paese, Inter Campus ha avviato un nuovo progetto insieme al partner locale, la fondazione Stefan Noykov. Un programma con una quarantina di bambini delle due scuole del municipio di Valchedram, territorio abitato da circa 4000 abitanti.
Durante i decenni del periodo socialista, la regione ha vissuto un forte processo di industrializzazione, sviluppata all’interno dei paradigmi dell’economia pianificata. Col crollo del muro, però, le grandi fabbriche sono entrate in crisi irreversibile e sono state smantellate lasciando agli abitanti della regione prospettive sempre più grigie. Per evitare povertà e disoccupazione in moltissimi hanno lasciato il Paese, un fenomeno che ha spopolato a fondo la Bulgaria nord-occidentale.

Un processo che ha condannato la regione a un panorama economico e sociale sempre più tetro. Per un giovane di questa regione non ci sono prospettive. Anche per questo per i genitori di chi non è migrato all’estero sono così tante le speranze legate alla realizzazione del progetto Inter Campus.

In un Paese di 7.200.000 abitanti, 5.5 milioni sono bulgari, oltre un milione i Rom e poco meno gli abitanti di origine turca. In questa regione a nord ovest le percentuali sono molto diverse. La maggioranza della popolazione rimasta è di etnia Rom o d’origine turca. Tra i nostri bambini solo il 15% è bulgaro. I Rom sono la più grande minoranza etnica. Molti di loro sono socialmente emarginati e discriminati, vivono in condizioni di povertà e non hanno un’occupazione. Barriere sociali, culturali ed economiche rendono per la loro comunità più difficile l’accesso alla formazione e all’assistenza sanitaria.

05.05.2023