[Inter Campus, lungo il litorale camerunese]

L’emozione maggiore questa volta non viene dalla voce festosa dei bambini, come al solito, ma dalla voce profonda di un allenatore, Cyprian, che ci saluta con un “good morning teachers”. Sì, perché lui viene da Bamenda, nella parte anglofona del Camerun, e gli ci sono voluti due giorni per arrivare, un tragitto che di solito richiede solo (si fa per dire) otto ore.

Questo perché da mesi sono presenti fortissime tensioni tra la maggioranza francofona e la minoranza anglofona che vive nella parte occidentale del Paese e lui è stato costretto a lunghe deviazioni per riuscire ad arrivare al corso. Per questo siamo così contenti della sua presenza a questo Clinic Inter Campus con gli altri 15 allenatori senior e 8 osservatori. Perché il nostro progetto travalica confini e barriere di razza, lingua, genere, religione, non solo tra i bambini ma -il che è sempre molto più complesso- tra gli adulti.

Eccolo quindi seguire con gli altri i tre giorni di formazione tecnica ed educativa in teoria e pratica qui a Kribi, dove con l’aiuto prezioso di Piccini Group, l’azienda italiana che sta terminando il bellissimo nuovo stadio nazionale di Yaoundé, abbiamo preparato un corso che coinvolga anche i bimbi della locale scuola primaria. Ci capita raramente di tenere corsi sul litorale di questo bellissimo Paese, perciò gli allenatori ne approfittano, dopo il corso, per fare team building con una partita di football sulla spiaggia, seguita da un tuffo in mare stando attenti alle correnti che qui sono fortissime e pericolose. Ma i nostri allenatori Camerunesi ci tengono a dimostrare ad Alberto e Lorenzo, i nostri tecnici, che se la cavano in acqua tanto quanto sui campi da calcio.

Alla fine del corso, tre allenatori junior vengono inclusi in un periodo di osservazione tra i senior, valutata la loro preparazione e soprattutto il loro comportamento sul campo coi bambini. Ne sono molto felici, e noi con loro, sapendo che porteranno il nostro know-how nelle loro cellule sparse per tutta la nazione, specie nelle zone meno favorite. L’immancabile foto di famiglia e poi au revoir a tutti, e specialmente a Cyprian, “see you soon”, speriamo in una pacifica Bamenda.

08.02.2019

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