Nel secolo scorso, la grande pedagogista Maria Montessori sosteneva che “il gioco è il lavoro del bambino”, e predispose una didattica tutta basata sul gioco. Inter Campus da quasi trent’anni ha messo in pratica questo principio con una metodologia precisa e raffinata. In tutti i Paesi dove è presente il progetto si affianca alle istituzioni educative e scolastiche presenti, e talora proprio le scuole primarie o medie inferiori (Uganda, Polonia) o gli Istituti educativi (Romania, Ungheria) sono i nostri partner diretti. Con loro si affianca il programma scolastico con un preciso programma sportivo volto alla crescita integrale della persona dei bambini e delle bambine. Quando i nostri “alleducatori” preparano un allenamento di football con la nostra metodologia infatti non toccano soltanto, come sarebbe evidente, l’aspetto fisico-motorio, ma anche quello delle emozioni e dei sentimenti, quello sociale-relazionale e soprattutto quello cognitivo, spesso trascurato nei tradizionali allenamenti, perché usare la memoria e il ragionamento per imparare a trovare soluzioni sul campo velocemente e in condizioni di stress allena la mente del bambino a risolvere altri problemi, esercitando la memoria e il ragionamento, che si tratti di un’equazione, un componimento o una traduzione. La riprova ci arriva proprio dai partner e dalle famiglie dei bambini, che riscontrano miglioramenti nei risultati scolastici, nella capacità di attenzione e … nella frequenza scolastica, perché i nostri bambini sanno che, se vanno a scuola in molti dei nostri paesi, là troveranno i nostri insegnanti-allenatori che sanno come stimolare queste capacità facendoli divertire perché con Inter Campus “giocando si impara”.
08.09.2026



