FAAFU – Esattamente un anno fa i bambini e le bambine del progetto Playing with Corals – gestito dal MaRHE Center di Università Bicocca e Inter Campus – piantavano le loro prime “reef stars”, strutture artificiali fissate ai fondali a cui si aggrappano i coralli per crescere e ripopolare la fauna sottomarina. A causa del cambiamento climatico, infatti, la temperatura degli oceani è aumentata e molti coralli stanno morendo, con gravi ripercussioni per la società maldiviana.
Il futuro appare incerto e serve un cambio di prospettiva: bisogna educare le nuove generazioni a una maggior consapevolezza e cura delle risorse personali e contestuali. E così, insieme agli allenamenti di calcio, si va a cacci di frammenti di barriera corallina per dare loro nuova vita e formare dei veri e propri giardini subacquei. In 12 mesi, le fotogrammetrie scattate dai biologi marini mostrano chiaramente l’evoluzione positiva del progetto, con molte specie che sono tornate a popolare spazi prima quasi deserti.
Eppure l’obiettivo – come nel caso del calcio – non è mai di breve termine: non è un calcio al pallone dato meglio e un corallo in più che torna a crescere, sebbene siano risultati importanti. Si vuole piuttosto offrire una prospettiva di vita nuova, un’alternativa spesso non considerata. Sviluppare una coscienza critica, su sé stessi e sull’ambiente circostante, riconoscere e controllare le proprie emozioni, essere esempi positivi nel gruppo. Sapere che le nostre azioni producono un impatto sul pianeta in cui viviamo, soprattutto in un Paese che nelle risorse naturali trova la maggior ricchezza.
Una goccia nell’oceano, verrebbe da dire, ma è solo così che si innesca il vero cambiamento.
28.11.2025






