[Inter Campus, il potere dello sport come strumento di dialogo, pace ed educazione]

La stagione di Inter Campus si chiude e si apre a Gerusalemme, forse più di ogni altro luogo simbolo al tempo stesso della difficoltà e della bellezza della vita: centro di un conflitto eterno e della storia del mondo, laddove bambini di diverse etnie, religioni e popoli, che ne rappresentano origini e percorsi, hanno trovato dimora. Il calcio è al centro delle vite dei bambini, come strumento per svilupparne percorsi educativi a lungo termine. Sessantacinque missioni in oltre trenta Paesi nel mondo, quasi cinquecento giorni di presenza all’estero, circa millecinquecento allenamenti svolti e più di ottomila bambini coinvolti. A questi si aggiungono la partecipazione come relatori al forum della FFTG per il World Football Day presso le Nazioni Unite a New York, la proficua collaborazione con la UEFA Foundation, con la pubblicazione del quarto manuale di ricerca presentato a Nyon, e il solido legame con l’UNOCT (United Nations Office of Counter-Terrorism), che tra pochi giorni vedrà una delegazione presente al forum di Rabat, in Marocco. Ancora, la partecipazione con una rappresentativa di bambini polacchi alla Genuine Cup di Houston, iniziativa di inclusione a livello mondiale, e infine la presenza al Congresso iberoamericano di Buenos Aires, a rappresentare l’Europa come eccellenza nei programmi socioeducativi attraverso il calcio. Quello appena concluso è stato un anno particolarmente difficile, segnato da conflitti e divisioni che hanno spesso messo a rischio la vita dei bambini. Allo stesso tempo, però, esiste un cuore capace di unire molte anime nel mondo, che continua a credere nel potere dello sport come strumento di dialogo e di prevenzione. In questo sentimento e in questo agire virtuoso, Inter Campus continua a farsi strada, facendo nascere e sbocciare sogni e speranze per le generazioni che verranno.

05.01.2026