Gerusalemme da millenni è la città per eccellenza considerata più vicina al cielo, sacra per le tre religioni monoteiste e culla storica di popoli e avvenimenti che la proiettano a rappresentare probabilmente l’intera umanità. Dal 2013, i programmi di Inter Campus nella Città Santa coinvolgono bambini ebrei, musulmani, cristiani e armeni, espressione di comunità e tradizioni diverse, plasmate nel tempo da intrecci familiari e trasformazioni geopolitiche. In un contesto complesso e in continua evoluzione, Inter Campus mette al centro l’incontro, il dialogo e l’inclusione. Attraverso il calcio, i bambini imparano a conoscere le abitudini e le tradizioni di chi vive accanto a loro: lingue diverse, cibi differenti, festività e culture lontane che, una volta in campo, trovano un linguaggio comune fatto di passaggi, sorrisi e voglia di giocare insieme. Giovedì 29 ottobre, sul campo di Abu Tor, 45 bambini di Inter Campus Gerusalemme si sono ritrovati per una giornata di partite emozionanti, vissute con passione ed entusiasmo. I gruppi di Bet Zafafa, della Scuola Bilingue e di Abu Tor si sono affrontati amichevolmente, indossando la stessa maglia e condividendo un forte sentimento di amicizia e rispetto reciproco. George, Mohammed, Yuval e Nicholas, in rappresentanza rispettivamente delle comunità armena, musulmana, ebraica e cristiana, sono stati i piccoli capitani delle quattro squadre. Quattro, proprio come i quartieri della Città Vecchia, dove alcuni di loro vivono e dove il presente si intreccia con secoli di storia. Per Inter Campus, essere presenti a Gerusalemme è insieme un dovere e un onore. Accompagnare questi bambini in un percorso di crescita fondato sul gioco e sul rispetto delle differenze significa gettare un seme di pace e speranza in una terra profondamente segnata dalla guerra e dalle divisioni.
02.11.2026



