[La comunità indigena zapatista accoglie Inter Campus Messico]

CHIAPAS – L’ultima missione in Chiapas è stata diversa dal solito: insieme alla delegazione venuta dall’Italia c’erano anche molti allenatori messicani, giunti dai nuclei di tutto il paese: Karla e Juan Pablo da Queretaro, Juanjo, Roman e Robert dal nucleo di Silao, Ruben e Beto dai nuclei di Città del Messico. Per la maggior parte di loro, questa è la prima volta in territorio zapatista: sono pochi i messicani che hanno visitato queste aree del paese, dove non si accede senza il benestare delle comunità locali. Grazie a Inter Campus, che da anni opera nel rispetto delle tradizioni e a favore di centinaia di bambini, siamo tutti accolti con grande affetto. La Giunta di Buon Governo ci dà il benvenuto al “Caracol”, letteralmente la Lumaca, simbolo della società come centro collettivo attorno a cui ruota la vita. Ad attenderci anche 350 alunni della scuola secondaria autonoma zapatista e 150 educatori locali.

Le nostre giornate sono trascorse rapidamente: già alle 6.30, infatti, oltre 500 persone si riversavano sul campo per il consueto “despertar muscolar”. Noi 10 al centro di un enorme cerchio dove tutti si tenevano per mano. Il movimento di gruppo diveniva rappresentazione iconografica della Lumaca. Alle ore 8:00 el desayuno, la colazione. Una fila di persone interminabile, tutti rigorosamente con in mano piatto di plastica e posate, in coda per ricevere café, arroz, frijoles e tortillas. Finito il pasto, pulizia dei piatti e via sul campo.

Dalle 8.30 alle 15 gioco del Calcio. 350 alunni gestiti in maniera sincronica dai nostri tecnici. Tre turni di allenamenti, tutti sul campo grande in erba, un po’ sconnesso, ma praticabile, dove a tosare l’erba ci pensano capre e cavalli. Ogni sessione gestita contemporaneamente da una coppia di allenatori, mentre Silvio, da solo con i suoi gruppi, sul campo in cemento in cima alla collina. Alle 12:30 una breve pausa per il classico pozol (bevanda ottenuta dal mais) con arroz dulce (riso, zucchero e cannella). Poco dopo il pranzo e quindi le partite amichevoli a 11 fino al calare del sole.

Il saluto finale, al termine dei giorni di attività, non poteva che essere di nuovo al Caracol. Qui si lotta per la democrazia, la libertà e la giustizia. Tutte le scuole presenti all’evento sono state invitate a produrre un intervento, fatto di poesie, musiche, canti e balli tradizionali. Anche noi veniamo coinvolti nella cerimonia all’interno della variopinta e gremita sala assemblee. Il saluto è un arrivederci all’anno prossimo, per proseguire insieme questo cammino di integrazione.

28.04.2017

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